Taraxacum officinale Weber: non un semplice depurativo ( Dott.ssa Silvia Broccali)

Il Taraxacum officinale Weber, comunemente conosciuto come dente di leone, è un membro della famiglia delle Asteraceae ed è ampiamente distribuito nelle zone temperate più calde dell'emisfero settentrionale.

Sono presenti circa 2800 specie conosciute di Tarassaco, la specie Taraxacum officinale WEBER proviene dall'Europa e si trova nella maggior parte dei rimedi erboristici. 

Il tarassaco è un'erba perenne interamente commestibile, le sue foglie, le radici e i fiori vengono impiegati in diversi prodotti alimentari.

Un'analisi del contenuto di nutrienti rivela elevate quantità di minerali, proteine, fibre e vitamine e una combinazione equilibrata di oligoelementi rendendo il dente di leone un'interessante fonte di micronutrienti. 

Il confronto della composizione nutrizionale con quella di lattuga e spinaci, verdure con usi culinari simili, mostra un contenuto più elevato di fibra alimentare e proteine con una maggiore varietà di aminoacidi. 

É una delle piante commestibili officinali più note fin dall'antichità per le sue proprietà curative.

Le radici, le foglie e i fiori hanno una lunga storia di utilizzo nella medicina tradizionale. 

Le foglie giovani vengono abitualmente consumate fresche come insalate, da sole o in combinazione con altre piante come lattuga, scalogno o erba cipollina. Possono anche essere bollite e dopo essere scolate, cosparse di pepe e sale, inumidite in minestre o burro. Inoltre, le foglie essiccate sono impiegate in molte bevande digestive o dietetiche (come il tradizionale vino di tarassaco) e bevande analcoliche.

Le radici tostate sono utilizzate come sostituti del caffè, producendo una bevanda priva degli effetti eccitatori di caffè e tè.

I fiori sono usati per produrre vini e dessert e alcuni estratti sono usati per insaporire vari prodotti alimentari tra cui dessert a base di latte, caramelle, prodotti da forno, gelatine, budini e formaggi. 

Diversi studi dimostrano che il dente di leone è anche una ricca fonte di vitamine (A, C, D, E e B), tra le verdure è una delle fonti più ricche di beta-carotene da cui proviene la vitamina A.

Oltre alle vitamine sono presenti: colina, inositolo, lecitina, minerali (in particolare contiene un alto livello di potassio) e oligoelementi quali calcio, sodio, magnesio, ferro, silicio, rame, fosforo, zinco, manganese.

Negli ultimi decenni è cresciuto l'interesse per il tarassaco come fonte di composti bioattivi che conferiscono effetti antinfiammatori, antiossidanti, coleretici, diuretici, epatoprotettivi e immunostimolatori. 

Le radici del dente di leone contengono carboidrati (p.es. inulina), carotenoidi (p.es. luteina), acidi grassi (p. es. acido miristico), minerali, zuccheri (p. es. fruttosio, glucosio, saccarosio), vitamine, colina, mucillagine (circa 1,1%) e pectina. 

In particolare, l'attività antiossidante e antinfiammatoria di estratti e preparati a base di tarassaco è stata principalmente attribuita a numerosi composti polifenolici classificati come flavonoidi (tra cui luteolina, quercetina, crisoeriolo e loro glicosidi) e acidi fenolici (caffeico, clorogenico, cumarico, acido caftarico). 

La produzione di radicali liberi è coinvolta in molti processi fisiopatologici come l'invecchiamento, l'aterosclerosi, il cancro e le malattie neurodegenerative.

È importante assumere antiossidanti, sia come parte della dieta che attraverso l'uso di nutraceutici.

L'attività antiossidante del tarassaco è stata confermata in diversi studi ed in particolare è stato dimostrato che i fiori di tarassaco sono una fonte potenzialmente sfruttabile di antiossidanti naturali proprio per il loro elevato contenuto di composti fenolici. 

La radice del dente di leone contiene inulina, un polisaccaride complesso formato da catene di fruttosio non digeribile dagli enzimi prodotti dall’organismo umano, fonte principale di frutto-oligosaccaridi (FOS).

I FOS, denominati anche prebiotici, apportano benefici alla flora intestinale in particolare ai bifido-batteri eliminando i patogeni nel tratto gastrointestinale. 

Il tarassaco è stato ampiamente impiegato anche come diuretico nella medicina popolare tradizionale e nella fitoterapia moderna in Europa, Asia e nelle Americhe.

In francese e in italiano è noto rispettivamente come "pissenlit" e "piscialetto", entrambi allusivi alla sua capacità di provocare enuresi, è stato osservato avere effetti diuretici maggiori rispetto ad altre erbe come l'equiseto e la bacca di ginepro. 

In medicina popolare è noto soprattutto come “depuratore”, in quanto capace di stimolare le funzioni del fegato, per le sue attività coleretiche e colagoghe.

Le maggiori proprietà terapeutiche si ritrovano nella radice che, oltre a quelle accennate, possiede attività digestiva, lassativa (quando usata a dosi maggiori), antireumatica, favorisce la sudorazione e fluidifica il sangue. 

Studi recenti hanno preso in considerazione il Taraxacum officinale come pianta antidiabetica per le sue proprietà anti-iperglicemiche, antiossidanti e antinfiammatorie.

I componenti bioattivi più importanti e ampiamente studiati del dente di leone sono l'acido clorogenico, l'acido di cicoria, il taraxasterolo e i lattoni sesquiterpenici.

Questi componenti possiedono un grande potenziale come farmaci antidiabetici e nutraceutici per la regolazione del diabete e hanno anche il potenziale per l'uso negli alimenti funzionali antidiabetici. 

I preparati officinali a base di tarassaco possono essere assunti sotto forma di infuso, estratto secco e tintura madre, con dosaggi diversi in base al disturbo. 

Data l’assenza di tossine e alcaloidi nei suoi componenti, il dente di leone ha una bassa tossicità. 

Nei soggetti predisposti l’assunzione di tarassaco può provocare reazioni allergiche e non andrebbe somministrato in concomitanza con terapie che possono determinare iperkaliemia tra cui beta-bloccanti, FANS e ACE-inibitori. 

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